La Franciacorta merita sicuramente
un viaggio per i suoi vini; tuttavia, una volta giunti sul posto
gli intenditori troveranno molto più da assaporare, rispetto alle
sole famose bollicine del Franciacorta.
Filari di viti, dolci colline,
piccoli borghi, castelli e abbazie, torri merlate, ville patrizie
immerse nel verde di parchi secolari disegnano il territorio
toccato dalla Strada del Vino Franciacorta, di
particolare suggestione e ricco di significative presenze
artistiche. La tradizione commerciale è innata e si concretizza in
una cospicua presenza di mercati, fiere e rassegne, che si
susseguono durante tutto il corso dell’anno. A solo titolo di
esempio si possono citare il Carnevale di Erbusco con l’elezione
del “Re del Gnoc” e la Settimana della tinca al forno di Clusane
d’Iseo che si tiene nei mesi estivi. In autunno non si contano le
manifestazioni dedicate al vino; a settembre il Consorzio per la
Tutela del Franciacorta organizza il Festival del Franciacorta,
un week-end dedicato al gusto, per approfondire la conoscenza del
Franciacorta e del territorio dal quale proviene. In tale
occasione l’Associazione Strada del Franciacorta organizza La
Caccia al Tesoro, un’occasione per scoprire storia, arte e
vini della Franciacorta, percorrendola in lungo e in largo. Una
delle manifestazioni di più antica tradizione è senz’altro la
Fiera del manzo pasquale di Rovato – ora Lombardia Carne –,
istituita dal Consiglio Comunale il 15 aprile 1868, e ripetuta da
allora ogni anno ad aprile; questa manifestazione costituisce la
vetrina della migliore carne dell’Italia settentrionale.
Quella della Franciacorta è una
gastronomia particolarissima, giocata tra due poli: la
cucina contadina di carni dell’entroterra e quella di pesce del
vicino lago d’Iseo.
I visitatori che arrivano in
questi luoghi trovano nei ristoranti e nei negozi specializzati un
allettante assortimento di specialità gastronomiche locali.
Osterie e trattorie servono piatti succulenti avendo saputo
mantenere un tratto di sapida semplicità, con pochi piatti tipici
e legati alla produzione locale.
La rinascita della tradizione
vitivinicola della Franciacorta ha stimolato l’avvento di una
nuova era nella gastronomia, sono emersi infatti in questi anni
cuochi di grande talento.
La Franciacorta è una delle rare
zone a nord degli Appennini a godere di un clima sufficientemente
mite per la coltivazione dell’ulivo, con la produzione dell’Olio
extravergine d’oliva Laghi Lombardi – sottodenominazione Sebino.
Alla base della dieta tradizionale si trova la polenta di farina
di mais, che viene servita principalmente con carne, pesce o
formaggio, sia pasticciata, sia tagliata a fette e fritta o
grigliata. La pasta, universalmente, apprezzata, viene cucinata
soprattutto sotto forma di ravioli e nella variante locale di
bocconcini ripieni nota come casonsei. Una curiosità è il
luertis o lovertis, luppolo selvatico che viene
usato per insaporire risotti e frittate.
Pregiato è il pesce del Lago
d’Iseo, in particolare il coregone, il pesce persico, i missoltini
e la tinca; quest’ultima, specialità rivierasca di Clusane d’Iseo,
viene farcita, cotta al forno e servita con polenta. I pesciolini,
chiamati agoni o aole, vengono fatti essiccare al sole e
conservati poi sott’olio d’oliva. Si possono anche gustare cotti
sulla graticola, spennellati d’olio e serviti con la polenta.
I contrafforti alpini abbondano
di funghi selvatici, in particolare porcini e cantarelli, ottimi
nelle frittate, nei risotti, nella pasta e negli stufati. Il
salame di Monte Isola – l’isola maggiore del Lago d’Iseo e la più
grande isola lacustre d’Europa – gode di un’ottima fama, seppur
locale.
L’importanza della carne di manzo
nella dieta tradizionale si riflette nel piatto tipico della
Franciacorta conosciuto come manzo all’olio (la ricetta più antica
risale al 1500), specialità del paese di Rovato, le cui osterie
erano anche rinomate per la trippa e i bolliti.
Lo spiedo è il piatto conviviale
per eccellenza dei bresciani, composto da carne di maiale, animali
da cortile. Indispensabili per dare al piatto il caratteristico
sapore, sono gli uccelletti: ma solo nelle case private potrete
consumare il frutto della caccia, le trattorie sono tenute, per
legge, a utilizzare volatili congelati provenienti dall’estero.
In Franciacorta si produce anche
una vasta gamma di formaggi, molti riconosciuti come DOP o
tradizionali. La Robiola Bresciana, ad esempio, da gustare
leggermente cosparsa di olio d’oliva, il Salva e il Silter,
ottimamente accompagnati da miele o marmellate. Il più saporito
Taleggio dop e i più noti Grana Padano dop, Provolone Valpadana
dop, Quartirolo dope Gorgonzola dop.
Oltre ai vini, la Franciacorta
produce anche ottime acquaviti, sia giovani sia invecchiate;
tipica e caratteristica è la Grappa di Franciacorta che dal 1997 è
DOC.